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23/11/2007
Campagna per la prevenzione dei disturbi della vista

Nelle scuole dell'Emilia-Romagna, le stesse in cui e' partita (da poco) una campagna per la prevenzione dei disturbi della vista, mancano strumenti e docenti per far studiare gli alunni ciechi o ipovedenti. All'Ufficio scolastico regionale (Usr), infatti, arrivano "segnalazioni di specifici problemi che si presentano nella realta' scolastica della nostra regione relativamente ad alcuni aspetti dell'integrazione scolastica degli allievi ciechi o ipovedenti". E non sono pochi. All'Usr sono "state rappresentate difficolta' nel reperimento dei testi scolastici in versioni fruibili dagli allievi non vedenti", e i presidi dicono che non si trovano "i supporti informatici indispensabili al pieno sviluppo degli allievi ciechi e ipovedenti: dalla fornitura dell'hardware all'individuazione dei software piu' utili ed aggiornati (computer, barre Braille, sintetizzatori vocali)". E ancora: e' stato evidenziato che "tra il personale docente non specializzato sul sostegno, risulta difficile reperire insegnanti in grado di utilizzare il Braille e che conoscano gli strumenti tecnici per i ciechi, anche la' ove tali strumenti siano presenti nelle dotazioni delle scuole o siano in altro modo reperibili". A fare l'elenco di problemi e difficolta' e' una lettera di Stefano Versari, dirigente dell'Usr, in cui si annuncia ai presidi e agli Uffici scolastici provinciali (ma anche all'Unione italiana ciechi) che ora partira' un censimento di tutto cio' che manca o non funziona nelle attivita' per gli studenti ciechi. Per i libri di scuola, l'Istituto dei ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna ha confermato "la sussistenza del problema" ricordando che la fornitura dei testi e' compito della Biblioteca Italiana per ciechi Regina Margherita di Monza.E dire che l'anno scolastico 2007- 2008 pone, secondo una direttiva ministeriale, un particolare accento sugli interventi in favore degli allievi con handicap sensoriale. Di conseguenza, l'Usr si mette in moto per "acquisire piu' dettagliate informazioni sulla situazione dell'integrazione scolastica degli allievi ciechi o ipovedenti, segnatamente agli aspetti problematici e alle difficolta' riscontrate", scrive Versari.
I presidi dovranno compilare una scheda sui problemi che incontrano entro il 20 dicembre, aggiungendo "ogni altra informazione, considerazione, richiesta o suggerimento che ritengano utile alla comprensione del fenomeno e alla corretta definizione delle linee di intervento" per superare i problemi. I dirigenti degli Uffici scolastici provinciali, invece, sono invitati a segnalare all'Usr le informazioni di cui dispongono "riportando eventuali difficolta' nei rapporti tra le diverse Istituzioni ed Enti, corresponsabili in base alla legge del processo di integrazione sociale e sviluppo personale degli allievi con handicap".


Fonte: DIRE

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