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24/11/2007
La Roma vietata ai disabili

A Roma c'e' una fattore che accomuna l'Auditorium alla metropolitana, i marciapiedi di  Centocelle e i parcheggi del centro storico, gli edifici istituzionali ai cinema e ai supermercati. " la mancanza di rispetto che questi luoghi dimostrano verso le persone
disabili". Parla Antonio Bilotta, presidente del comitato nazionale per l'abbattimento delle barriere archittoniche (Caba). Bilotta e' furioso. E racconta al VELINO storie di ordinaria disperazione nella Capitale. "Ormai gli handicappati non sono piu' in grado di vivere questa citta' - spiega -. Gli interventi sulle barriere erano partiti bene, ma da due anni a questa parte siamo tornati a zero". Il presidente, 59 anni 27 dei quali passati "in prima linea", attacca ad alzo zero. "Senza ironia, si sono fatti piu' passi in avanti in paesini come Lizzano, in provincia di Teramo, che a Roma". I problemi sono ovunque, dalla metro al marciapiede, dal cinema al museo. Ma nella lista ci sono anche le Asl, e agli uffici comunali e persino le strutture comunali e statali per i disabili. "In questi posti, per chi sta in carrozzella le visite sono sul piano stradale. Quando va bene trovi qualcuno che ti porta all'ascensore. Ammesso che l'ascensore ci sia, e che funzioni". Quanto ai servoscala, neanche a dirlo: "Non funzionano mai, nessuno fa manutenzione". La maglia nera, secondo Bilotta, va alla periferia. "Nelle aree di Centocelle, Quarticciolo e La Rustica noi disabili siamo completamente abbandonati dalle amministrazioni - incalza il presidente -. Invito tutti a fare un giro nella stazione Policlinico come lo farebbe un nonvedente che desse retta alle guide sul terreno. Finiscono tutte sul muro. Per fortuna loro lo sanno e non gli danno retta". A Policlinico, come in ogni stazione delle due linee
metro "gli ascensori sono sempre fermi". Ma anche in zone piu' centrali la musica non cambia. "Guardiamo quella grande opera che e' l'Auditorium - continua Bilotta -. Le entrate per disabili ci sono, ma sono a centinaia di metri dall'ingresso principale. E la via per raggiungerle e' un percorso a ostacoli". Per arrivare in centro, poi, ricorda il numero uno di Caba, "non c'e' modo di prendere i mezzi pubblici" e dunque si va in auto. Salvo trovare i parcheggi riservati occupati (da normodotati). " un vergogna - afferma il presidente -. I vigili non fanno controlli. E se parcheggi altrove i vigili e gli 'sciacalli' della Sta fanno contravvenzioni anche di fronte al contrassegno". Bilotta chiosa silurando il Campidoglio: "Siamo amministrati da persone incompetenti che ci trattano da cani". A descrivere Roma come una citta' non a misura di disabile ci pensa anche l'urbanista Sara Rossi. "La stragrande maggioranza degli edifici romani non e' a norma di legge - dice l'architetto -. Non esiste controllo e di sanzioni non si vede neanche l'ombra". Rossi se la prende in particolare con la commissione edilizia e con gli uffici tecnici dei vigili del fuoco, entrambi chiamati a dare un parere vincolante sui progetti di plessi e strutture da costruire. "In periferia come al centro i controlli latitano. Persino in grandi opere pubbliche come l'Auditorium o il palazzo delle esposizioni, appena ristrutturato". dello stesso parere Fabrizio Vescovo, architetto e professore tra i massimi studiosi in Italia del tema. "Il problema - afferma il docente della prima universita' di Roma - sta nel fatto che nella Capitale chi deve dare le autorizzazioni non conosce bene questa materia. Manca la formazione universitaria. La maggior parte dei professori di materie tecniche non considerano questo argomento degno di nota, non sapendo che ci sono leggi che li obbligherebbero ad aggiornarsi". Cosi' se l'Auditorium non e' a norma e' perche' "con ogni probabilita' neanche Renzo Piano sa di cosa stiamo parlando. La sua opera per quanto bella e' fallimentare da questo punto di vista". Lo stesso vale per il Palazzo delle Esposizioni. "Se non si cammina bene, dopo il restauro li' non si entra", incalza Vescovo. Che tuttavia, getta acqua sull'amministrazione cittadina. Rispetto agli anni scorsi, dice l'architetto, Roma ha fatto passi in avanti. "Si cominciano a vedere cose positive, ma e' una goccia nell'oceano. Se non dedichiamo alla formazione maggiore attenzione, ci troveremo a fare i conti con questi problemi per decenni".



Fonte: VELINO

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